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La Cattedrale - Navata Sinistra

La Cattedrale - Navata Sinistra

A questo punto conviene iniziare la visita alle navate laterali, incominciando da quella di sinistra.
Si ritorni in fondo, verso la porta maggiore. In alto, sopra I'ingresso è collocato I'organo e, sul podio, esterno ad esso, c'è Santo Stefano, statua marmorea di tardo Seicento, già sull'altrar maggiore.
Poi, sul fianco sinistro: grandioso affresco di secondo Cinquecento, opera di anonimo, raffigurante S. Cristoforo mentre attraversa il fiume con il bambino Gesu sulle spalle.
Ci troviamo innanzi a un prezioso documento della pietà popolare, perchè il santo veniva effigiato o all'esterno di chiese o presso la porta di uscita, di solito verso il mare o fiume, al fine di difendere I'abitato dalle acque rovinose.
Qui a Caorle da maree eccezionali o altri pericoli del mare vicino.
L'immagine grandiosa, giacchè doveva venir vista da tutti, doveva inoltre assicurare la protezione e difesa da qualsiasi tipo di pericolo per chi, di buon mattino, contemplasse la figura del santo.
Entrati nella navatella, si osservi in parete la statua lignea settecentesca di S. Rocco.
Essa proviene dalla demolita chiesa del santo che si trovava all'esterno, adiacente all'abside centrale, costruita dopo il 1686, in ex-voto, dopo la peste di quell'anno. Seguono in parete alcune tele: la Pentecoste, lavoro di anonimo di scuola veneta della metà del Seicento; la nascita della Vergine, di anonimo secentesco di scuola veneziana, documento della pietà popolare in quanto I'episodio significava la protezione sulla maternità, e qui a Caorle in particolare, per il buon esito e la difesa dei neonati, esposti ad alto indice di mortalità.
Tien dietro, in parete, la tela con S. Antonio di Padova, opera di anonimo, del 1671 circa, seguace dei vicentini Maganza. I1 dipinto, oltre al consueto significato di pietà popolare in rapporto al noto santo, ricorda la confraternita omonima, e I'altare in suo onore.
Poi, nell'absidiola di fondo, sollevata sul piano della navata da tre gradini, meritano l'osservazione I'altare del Santissimo, discreto lavoro contemporaneo, e il tabernacolo con i quattro evangelisti in metallo dorato, opera kecente dei fratelli Legnaghi.
A sostenere la mensa, è stata impiegata un'ara romana, del primo secolo dopo Cristo, appartenente alla gens Licovia, secondo I'ovvio testo epigrafico: gens di norma ritenuta abitante della Caorle romana, quantunque manchino prove sicure. L'ara si trovava nell'altare preeslstente.
Nella parte inferiore dell'abside, si succedono in serie alcuni stemmi.
La cosa di maggior pregio è data dall'affresco nel catino absidale, recupero di recente restauro. Al centro, assisa in un semplice trono a foggia di tabernacolo, sta la Vergine col bambino, mentre ai lati sono situati i santi diaconi, Lorenzo a sinistra e Stefano, patrono di Caorle, a destra.
Ai loro piedi si snoda la processione dei confratelli della locale scuola dei Battuti, in ginocchio in cappa e cappuccio, con il guardiano a sinistra, appoggiato al bastone di comando.
Il dipinto è prezioso in quanto documenta, sul piano iconografico, la presenza della confraternita locale, eretta nel 1425, onde I'affresco dovrebbe ritenersi di poco posteriore. L'autore è ignoto.
Si è ipotizzato sia un seguace di Lorenzo veneziano. Forse va meglio individuato nella corrente dei tardi giotteschi veneti, attivi nel Veneto orientale. 

 

 

 

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 Maggiori informazioni - La cattedrale e l'interno

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 Maggiori informazioni - La cattedrale - il presbiterio